Chiesa di San Giorgio dei Genovesi

Magnifica testimonianza rinascimentale del potere raggiunto dalla comunità genovese in Sicilia

Descrizione

Storia

Nel corso del XVI secolo la presenza dei genovesi in Sicilia fu massiccia. I genovesi erano grandi mercanti e banchieri, ed occupavano i più alti livelli della pubblica amministrazione. Ed aspiravano ad avere a Palermo un edifico adatto a rappresentare la loro importanza e ad accogliere, come mausoleo, le loro tombe.

L’occasione propizia si presentò quando, nel 1576, la confraternita di San Luca si trovò nell’impossibilità di mantenere la chiesa che si trovava di fronte al Porto di Palermo, nell’attuale quartiere della Loggia.
Fu così che i genovesi acquisirono la chiesa ed i terreni circostanti, firmando un accordo: alla vecchia confraternita sarebbe stata lasciata una piccola cappella dove seppellire i propri morti, mentre i genovesi avevano facoltà di demolire e ricostruire la chiesa dedicandola ad uno dei santi patroni della città di Genova, ovvero San Giorgio.
La chiesa, di architettura tardo-rinascimentale, venne costruita a partire dal 1579 in base al progetto dell’architetto piemontese Giorgio di Faccio.

Esterno

La facciata semplice in pietra, tripartita da lesene che si ripetono sui lati, reca inciso (nella decorazione della finestra circolare) il 1591 quale anno di consegna per lo svolgimento delle prime funzioni religiose.

Interno

La chiesa ha una pianta a croce latina. Maestosi fasci di colonne in marmo bianco di carrara separano le tre navate. Al centro dello spazio architettonico coperto dalla cupola i pilastri hanno un doppio ordine di colonne che ne esaltano la solennità.

Il pavimento conserva lapidi sepolcrali delle più prestigiose famiglie genovesi dell’epoca.
Tra le lastre tombali c’è anche quella della celebre pittrice cremonese Sofonisba Anguissola (1527-1625), allieva di Michelangelo Buonarroti e ritrattista della famiglia reale spagnola presso la corte di Filippo II, e quella di Nicola Colombo, parente dello scopritore d’America e, come lui stesso dichiara, ligure per nascita e siciliano in morte ("Sic ligur ex ortu morteque sum siculus").

Le navate minori hanno, ognuna, tre edicole marmoree sui lati ed una finale in testa.
Ad eccezione della Cappella di San Luca, riservata secondo gli accordi all’antica confraternita, tutte le altre portano il nome di famiglie genovesi che ne ottennero il patronato e ne finanziarono l’arredo.
All’interno delle edicole, le splendide tele seicentesche di insigni pittori quali:

  • il toscano Filippo Paladini con la tela “San Luca che ritrae la Vergine” (1601);
  • il veneto Jacopo Palma il Giovane con le tre pale d’altare “Martirio di San Giorgio” (1604), “Annunciazione” (1594 ca.) e “Battesimo di Gesù” (1604);
  • il toscano Jacopo Chimenti da Empoli con la tela “Martirio di San Vincenzo da Saragozza” (1614);
  • il genovese Domenico Fiasella, detto “Il Sarzana”, pittore ufficiale della Repubblica genovese, a cui si deve l’iconografia ufficiale della Madonna eletta Regina di Genova, qui riprodotta nella bellissima tela “La Madonna Regina di Genova”;
  • il napoletano Luca Giordano, artista conteso dalle corti europee, con la tela “Madonna del Rosario e Santi” (1672);
  • il palermitano Gerardo Astorino, autore di “Estasi di San Francesco”.

La chiesa custodisce, inoltre, un Crocifisso ligneo su Reliquiario del XVII sec. e, in una teca di vetro posta sotto l’altare maggiore, una statua in marmo di Santa Rosalia di Giovanni Battista Ragusa.

Dettagli

Piazza S. Giorgio dei Genovesi
90133 - Palermo
Tel: 091 332779

Orario

Visitabile solo su prenotazione o in occasione di mostre ed eventi.

Ingresso

Ingresso gratuito