Chiesa di Santa Maria in Valverde

La meraviglia di una notevole decorazione barocca.

Descrizione

Storia

La chiesa di Santa Maria in Valverde fu costruita nel '300 adiacente ad un monastero di suore carmelitane. Nel 1633, il ricco genovese Camillo Pallavicino, in seguito all’entrata in convento dell’unica figlia, ne finanziò un massiccio rinnovamento. Il progetto fu affidato a Mariano Smiriglio (1561-1636), già direttore del cantiere dei Quattro Canti ed impegnato in quel periodo anche nella costruzione della Chiesa di San Matteo.
I lavori di ristrutturazione, però, si fermarono probabilmente per la morte del facoltoso benefattore (1644), salvo ricominciare nel 1694 sotto la direzione di un altro grande protagonista della decorazione barocca a Palermo, l’architetto-sacerdote Paolo Amato (1634-1714).

All’Amato si deve il disegno composito della struttura realizzato con la creazione della quarta cappella. A quel tempo, infatti, la navata sinistra presentava una sola cappella e, rispetto alla prima cappella a destra, si trovava su questo lato il portale di ingresso su Largo Cavalieri di Malta. Quest’ultimo fu spostato più indietro nella posizione in cui ora lo troviamo e si creò una struttura simmetrica a coppie di cappelle.

Paolo Amato arricchì la chiesa di un maestoso apparato decorativo. A partire dai primi anni del ‘700 alle decorazioni lavorò anche il trapanese Andrea Palma (1644-1730), il cui capolavoro è stato senza dubbio il disegno della facciata della Cattedrale di Siracusa. Fu Palma a curare, tra l’altro, il disegno del nuovo portale laterale.

Nel 1730 fu aggiunto il campanile mentre il prospetto fu rifatto nei primi anni dell’Ottocento su progetto dell'Abate Mango.
Presbiterio e abside furono progettati nel 1840 dall'abate Giovanni Patricolo (1789-1861).
La chiesa, danneggiata durante la Seconda guerra mondiale, è stata riaperta al pubblico solamente nel 1997.

Esterno

La chiesa presenta una facciata in stile neoclassico. Su Largo Cavalieri di Malta, il portale laterale disegnato da Paolo Amato ed il campanile in tre ordini.

Interno

L’interno della chiesa è a pianta rettangolare con un’unica navata.
Sulle pareti l’alterali quattro altari-cappelle riccamente decorati con tarsie marmoree policromi, chiusi entro colonne tortili in marmo rosso. Affiancati alle colonne, coppie di angeli recano oggetti simbolo del Santo cui l’altare è dedicato.
Suscita particolare ammirazione la spettacolare prospettiva che caratterizza il primo altare sulla destra, dedicato a S. Lucia, realizzato da Nicola Musca nel 1694.

La fastosità delle decorazioni volute da Paolo Amato riempie anche lo spazio che separa gli altari. Al posto del vuoto che la tradizione vorrebbe, l’Amato genera un’esplosione di barocco fatta di motivi floreali, putti, drappeggi intorno ad una nuova cornice per una grande tela.

In fondo alla navata si trova il presbiterio semicircolare il cui abside fu decorato da Giuseppe Patricolo. Sopra l’altare maggiore, la pala “Madonna del Carmine”, capolavoro del 1642 di Pietro Novelli.
Il catino e la volta dell’abside sono abbelliti da preziosi affreschi attribuiti al celebre pittore di origine olandese Guglielmo Borremans.

Agli affreschi dell’abside, si aggiunge il grande affresco della volta sottostante la cantoria (sopra l’ingresso) realizzato da Olivio Sozzi (1690-1765) nel 1750, “Vergine in Gloria”, e quelli nella volta eseguiti nel 1696 da Antonio Grano (1660-1718), i cui pochi residui conservati si intravedono tra le fittissime maglie della grata in ferro che chiude la cantoria.

L’utilizzo di recinzioni in ferro era richiesto dalle norme di clausura e permetteva alle suore di poter assistere alla Messe. Queste zone di chiusura sono costituite, oltre alla cantoria posta sopra l’ingresso, dai due balconcini posti in alto sulla parete destra della navata (lato su cui era l’antico convento) e dalle due cantorie poste nella zona del presbiterio.
Prima di questo, due balconcini aperti costituivano invece le cantorie per le prime voci.

Dettagli

Largo Cavalieri di Malta
90133 - Palermo
Tel. 091 332779

Orario

Visitabile solo su prenotazione.

Ingresso

Ingresso gratuito