Chiesa SS. Trinità alla Magione

Un luogo antico ed austero pieno di intensa bellezza

Descrizione

Storia

La chiesa detta “La Magione” si trova di fronte alla piazza omonima ed è l’ultimo edificio costruito dai Normanni a Palermo.
La chiesa fu fondata nel 1150 da Matteo D’Aiello, cancelliere dell’ultimo re normanno, che la volle intitolare alla SS. Trinità e la destinò, insieme all’annesso convento, ai monaci cistercensi.
Già nel 1197, però, il complesso fu ceduto da Enrico VI, incoronato tre anni prima re di Sicilia, all'ordine dei Cavalieri Teutonici, di cui lui stesso faceva parte. Fu sede del precettore generale dell’ordine del quale divenne la “mansio” o magione.
I cavalieri modificarono l’assetto architettonico originario, ingrandendo il convento e creando nuove cappelle dentro la chiesa.
Un nuovo passaggio di consegne avvenne nel 1492, allorché vennero espulsi i Cavalieri Teutonici e la chiesa passò nelle mani degli abati Commendatari, che apportarono nuove modifiche strutturali e trasformazioni degli interni in gusto barocco.
Dopo quasi tre secoli, nel 1787, la chiesa passò ai Borboni e fu sottoposta ad un processo di rinnovamento neoclassico, che prevedette la creazione di un portico davanti al prospetto.
I restauri di Giuseppe Patricolo (1875) e di Francesco Valenti (1920), hanno restituito le linee originali della chiesa medievale liberandola del portico e dei rifacimenti barocchi dell’interno. Venne mantenuto solo il portale barocco, all’ingresso del giardino dinanzi alla chiesa.
Un nuovo restauro si è reso necessario dopo che il complesso è stato colpito ben due volte durante i bombardamenti del 1943.

Esterno

L’esterno della chiesa presenta i caratteri distintivi di quella architettura araba che contraddistingue tanti edifici ecclesiastici siciliani del XI e XII secolo.
La facciata, su via Garibaldi, è preceduta da un portale barocco e da un vialetto alberato, ed è costituita da tre portali a sesto acuto, di cui quello centrale è l'ingresso alla chiesa. Più sopra altri due ordini composti da finestre cieche e lucifere.
La parte posteriore dell’edificio si rivolge verso piazza della Magione e termina in tre absidi, di cui quella centrale presenta un elegante motivo decorativo ad archi ciechi intrecciati. Nelle absidi minori si ripete il motivo degli archi ciechi.

Interno

L'interno della chiesa ha una pianta basilicale con tre navate culminanti in tre absidi.
Dominano le linee semplici e sobrie. Colonne monolitiche di marmo sostengono, su capitelli dai motivi vegetali, grandi archi a sesto acuto che danno uno slancio verticale allo spazio.
Il soffitto ligneo della navata centrale, un tempo magnificamente dipinto, è stato rifatto dopo le rovine del 1943.

La chiesa, che nel passato doveva essere ricca di preziosi manufatti e opere d’arte, si presenta oggi con le pareti disadorne, vi sono poche opere ma certamente di grande valore artistico.

Entrando, troviamo ai lati due acquasantiere del XVI secolo.
Nella navata destra troviamo una Pietà di Archimede Campini (1884-1950). Di seguito, una statua del Cristo benedicente (XVI secolo) della bottega dei Gagini, ed ancora un trittico quattrocentesco in marmo bianco, con al centro, tra due Santi, una Madonna col bambino e S. Caterina d’Alessandria, raffigurata con la ruota del martirio.

Nella navata sinistra vi è il monumento funebre di Francesco Perdicaro (m. 1576), verosimilmente di Vincenzo Gagini, posizionato sotto una una Croce in pietra con l’emblema dei Cavalieri Teutonici. Segue una Vergine col Bambino (XVI secolo), sempre della bottega dei Gagini, e più avanti un elegante portale rinascimentale attribuito a Francesco Laurana introduce alla sacrestia.

Nell’abside a sinistra, si trova una Madonna lignea policroma mentre in quello a destra un tabernacolo di scuola galiziana con scritta sottostante in cui si legge il 1528, e una Madonna dipinta su lavagna (XV sec.). Nell’abside centrale, troviamo l’altare maggiore in pietra decorato a rilievo e la pala d’altare raffigurante la Vergine incoronata.

Nel pavimento infine vi sono tombe di Cavalieri Teutonici del ‘400.

Oratorio del Crocifisso

Da una porta che si trova a sinistra della facciata, si accede nell'antioratorio di Santa Cecilia, che conserva importanti opere d’arte.
Oltre alla tela con la Santa patrona di musicisti e cantanti, si può ammirare un affresco della Crocifissione (XV sec.) nel quale compare, in figura minuta, il Cavaliere Teutonico committente. Infine la bellissima bifora che presenta nella colonna centrale un'iscrizione in arabo, che significa “Allah è misericordioso”.
Dall'Antioratorio si accede al settecentesco Oratorio del Crocifisso con stucchi e tracce di affreschi in precarie condizioni.

Chiostro

Tra chiesa e convento, si accede anche al suggestivo chiostro che costituisce ciò che rimane dell’originario monastero cistercense del XII secolo.
Si riproduce il motivo degli archi a sesto acuto retti da coppie di colonne con capitelli finemente decorati.

Dettagli

Via Magione 44
90133 - Palermo
Tel. 091 6170596

Orario

Chiesa: Lun dalle 15:00 alle 18:30; da Mart a Sab dalle 8:45 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:30.

Sala + Chiostro + Cappella: da Mart a Sab dalle 10:00 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 18:00; Domenica e festivi dalle 9:30 alle 13:30

Ingresso

Ingresso gratuito alla chiesa.
Biglietto Cappella + Chiostro euro 4,00
Ridotto per gruppi (minimo 10 pax) euro 3,00