Palazzo Alliata di Villafranca

Un salto nei fasti del Settecento palermitano

Descrizione

Storia

Edificato nel Cinquecento da una delle famiglie più potenti della nobiltà palermitana, i Beccadelli di Bologna (che danno il nome alla piazza), fu acquisito, nella prima metà del secolo successivo, dagli Alliata di Villafranca, una delle famiglia più titolate del Regno. Furono acquisiti pure i caseggiati limitrofi così da ampliare ulteriormente il palazzo che, dal 1734, divenne la sede del servizio postale dell’intera Sicilia, ottenendone gli Alliata il privilegio dell’appalto in regime di monopolio. Le grandi scuderie del piano terra accoglievano le carrozze ed i cavalli utilizzati per il servizio, oltre che magazzini, cucine ed alloggi per il personale di corte.
Il rovinoso terremoto del 1751, rese necessario un nuovo intervento di ristrutturazione, il quale fu affidato ad uno dei architetti siciliani più importanti del Settecento, Giovan Battista Vaccarini. Insieme al noto architetto, lavorarono al cantiere alcune tra le maestranze più importanti dell’epoca.
Nel 1984, la Principessa Rosaria Correale Santa Croce Alliata, vedova del 13° principe Alliata, ha donato il Palazzo al Seminario Arcivescovile.

Esterno

Il palazzo è situato in una delle piazze più belle del centro storico di Palermo, Piazza Bologni, dove si erge maestoso con una facciata rinascimentale dagli eleganti balconi, frutto della ristrutturazione di tardo-settecento.
Sopra i due portali perfettamente simmetrici, i due grandi stemmi in stucco degli Alliata realizzati in quell’occasione da Giacomo Serpotta.
Una lastra in marmo ricorda, inoltre, che il 20 maggio 1860 riposò in questa casa Giuseppe Garibaldi.

Interno

All’interno delle magnifiche sale interne, tra mobili, arredi, maioliche, porte e boiserie dorate, rivive il fasto del settecento palermitano, ed è custodita la collezione d’arte degli Alliata custituita da pezzi di notevole pregio storico e artistico.

La prima sala, il Salone dei Musici, è caratterizzata dal suggestivo soffitto ligneo multicolore. Sulle pareti sono esposti i ritratti della famiglia Alliata.

Segue il Salone dello Stemma, così chiamato perché su una parete campeggia una grande composizione di maioliche, con il vessillo della casata, parte di quella che era l’originaria pavimentazione del ‘700, andata perduta con i bombardamenti dell'ultima guerra.
Il fastoso addobbo delle volte di questo salone, con le allegorie delle 4 stagioni, come quelli delle altre sale del piano nobile sono attribuiti a Bartolomeo Sanseverino.

Da questo salone si accede al Salotto barocco nel quale è custodito il pezzo di maggior pregio della collezione, costituito dall’emozionante tela Crocifissione di Van Dyck, del 1624. Sulla volta l’affresco San Dacio presentato alla Vergine (1756), l’unico rimasto degli affreschi realizzati nel tardo-settecento da Gaspare Serenario (gli altri sono andati perduti con i bombardamenti dell’ultima guerra).

La seconda sala da ballo è costituita dal Salone del Principe Fabrizio (per la presenza di un ritratto dello stesso), sulle cui pareti si possono ammirare due tele del pittore fiammingo Matthias Stomer, Il tributo della moneta e La lapidazione di Santo Stefano.

Completano gli ambienti interni del piano nobile, la splendita Stanza del tè e la Stanza dei fumatori. Quest’ultima, interamente rivestita di cuoio pirografato, è tra le più antiche in Sicilia e tra le più grandi di tutta Europa.

Dettagli

Piazza Bologni 18
90134 Palermo
Tel: 091 6118168 - 329 8490878

Orario

Da Mar a Dom dalle 10:00 alle 18:00

Ingresso

Intero euro 4,50
Ridotto euro 3,50